Melatonina vegetale o fitomelatonina
March 15, 2017by fgadmin

Negli ultimi anni l’interesse sulla melatonina e sulle sue funzioni fisiologiche si è ampliato, infatti, si è scoperto che la melatonina, inizialmente considerato come un ormone ristretto ai vertebrati, è una molecola ubiquitaria, presente in organismi appartenenti a taxa filogeneticamente molto lontani. La molecola melatonina sembra essere stata evolutivamente conservata, ne è stata dimostrata la presenza in numerosi organismi filogeneticamente distinti e facenti parte dei procarioti, lieviti, protozoi, crostacei, insetti, molluschi. Questi dati hanno spinto i ricercatori a verificarne la presenza anche nelle piante, che è stata confermata. Il significato della melatonina al di fuori dei vertebrati e, in particolare, nelle piante è fonte di studi. È stato proposto che anche nelle piante la melatonina possa giocare un ruolo nella misura del tempo fotoperiodico e nella regolazione dei ritmi circadiani. È stato anche proposto che, nelle piante, la melatonina possa giocare un ruolo importante a protezione dei radicali e, generalmente, come agente antiossidante, in questo senso, quindi, può giocare un ruolo in tutti quei fenomeni dove sia coinvolto un danno ossidativo, come l’esposizione a condizioni di stress (alte o basse temperature, inquinanti, ozono, raggi Uv).

 

Fitomelatonina

Essendo il mondo vegetale ricco di melatonina è stato possibile ottenere, da alcune piante alpine, un estratto oleoso particolarmente ricco in questa molecola.
Si tratta della frazione lipofila di queste piante, ottenuta attraverso un particolare procedimento estrattivo, che permette di standardizzare il titolo quantitativo in melatonina. In essa sono presenti anche tocoferoli, fitosteroli, acidi grassi polinsaturi, insaponificabili, squaleni. Questo estratto per la sua attività antiossidante, idratante e protettiva UvA e UvB, è indicato per migliorare la resistenza, ritardare gli effetti dell’invecchiamento e proteggere la pelle dagli attacchi dell’ambiente esterno. Le seguenti proprietà sono state supportate da test sperimentali: antiossidante, idratante, filtrante solare e dermocompatibilità.

 

Attività antiossidante di Fitomelatonina

L’attività antiossidante è stata testata presso l’Università di Ferrara, mediante l’applicazione di due diverse metodiche di indagine: il metodo della fotochemiluminescenza (Pcl) e il test Orac. Nel primo caso i risultati sono stati espressi in μmoli equivalenti di Trolox (analogo sintetico della vitamina E), per la capacità antiossidante della componente lipofila e in μmoli equivalenti di acido ascorbico, per la capacità antiossidante della componente idrofila.
Il campione di Fitomelatonina ha dato come risultato una capacità antiossidante della componente idrofila di 1,51±0,101 μmoli acido ascorbico/g, mentre la componente lipofila ha ottenuto un valore di 1,87±0,015 mmoli trolox/ g. Con il test Orac si è determinata l’effettiva capacità di Fitomelatonina nel catturare i radicali liberi. In questo caso i risultati della sperimentazione sono stati espressi come μmoli equivalenti di Trolox per grammo di campione e il valore del campione di Fitomelatonina è stato pari a 13,50 μmoli Trolox equivalenti/g nella porzione idrofila e 0,23 μmoli Trolox equivalenti/g nella porzione lipofila.
Entrambe le metodologie utilizzate permettono di affermare che Fitomelatonina presenta un’attività antiossidante (sia nei confronti della componente idrofila, sia lipofila) comparabile all’attività antiossidante dei migliori oli vegetali.

Vedi Bibliografia

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