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Melatonina per il benessere/meccanismo d’azione

MELATONINA: dalla sintesi al meccanismo d’azione

MECCANISMO D’AZIONE

Sincronizzazione dei ritmi biologici

I ritmi biologici dell’organismo sono regolati da una sorta di “orologio biologico”, localizzato nell’ipotalamo : il Nucleo Soprachiasmatico. Gli esempi più evidenti di questo “orologio” sono : la variazione della pressione arteriosa e quella della temperatura corporea, la regolazione  sonno/ veglia e fame/sete , la regolazione del tono e dei movimenti della muscolatura liscia degli organi dell’apparato digerente, dell’apparato urinario e dell’attività secretoria delle ghiandole.  Tutti questi sopraelencati rientrano nei ritmi circadiani, ma anche la gestazione, il parto, l’allattamento o lo sviluppo sono soggetti a questo controllo neuronale. L’alternanza luce/buio è riconosciuta come il principale fattore che regola i ritmi circadiani e la melatonina è l’effettore di tale sistema.

Modulatrice della temperatura corporea

La  temperatura corporea è controllata dal centro termoregolatore corporeo che ha sede all’interno dell’ipotalamo. Questo centro funziona come un termostato, che fissata una temperatura corporea interna media i cui valori sono intorno ai 37 ° C ± 0.5 °C – registra le variazioni e determina gli aggiustamenti. La variazione della temperatura corporea segue un ritmo circadiano e pertanto la melatonina influisce su essa.  La melatonina è in grado di ridurre la temperatura corporea di circa 0.3°C (40% della variazione circadiana della temperatura). L’effetto ipotermizzante della Melatonina è stato evidenziato con la sua somministrazione diurna, quando cioè essa non  è normalmente prodotta : si riscontra un effetto simile a quello fisiologico. Se somministrata durante la notte, quando la melatonina endogena è normalmente prodotta, la melatonina non esercita al contrario un effetto ipotermizzante aggiuntivo .

Modulatrice del sonno

L’azione fisiologica più nota, e forse tutt’ora più sfruttata della melatonina, è l’effetto che ha sul sonno.  L’ effetto della sostanza è stato valutato su varie componenti del sonno. L’ effetto maggiore e più consistente è sicuramente quello esercitato sulla propensità all’ addormentamento, la quale mostra una variazione nell’arco delle 24 ore : sale improvvisamente dopo le ore 20, in contemporanea con l’inizio della secrezione di melatonina, per raggiungere un massimo in corrispondenza del picco di melatonina e i livelli più bassi di temperatura corporea.

Naturale antiaggregante piastrinico 

La melatonina è il più fisiologico antiaggregante piastrinico, garante del mantenimento delle proprietà del sangue e del trofismo delle pareti dei vasi. Anche tale azione può essere considerata bioritmicamente regolata ed essere più accentuata durante le ore notturne

Naturale difesa dei radicali liberi

La melatonina esplica  un’azione antiossidante come molecola libera ed  è di rilevante importanza il fatto che esplichi quest’azione in tutti i compartimenti intracellulari. Ciò è dovuto  alla sua natura lipofila che la rende in grado di attraversare tutte le barriere biologiche e di diffondersi in ogni compartimento della cellula. La melatonina entrando come molecola libera nella cellula è in grado di esercitare una funzione di neutralizzazione dei radicali liberi: donando gruppi elettronici ai radicali liberi li rende meno reattivi e quindi meno tossici. La melatonina reagendo con un radicale libero viene ossidata e forma un radicale cationico indolico. Successivamente, il radicale indolico,  reagendo con un anione radicale superossido (O2ˉ), forma un prodotto stabile, e non tossico, la 5-metossi-N-acetil-N-formil-chinuramina.  L’azione di scavenger della melatonina si è rivelata efficiente anche verso il radicale perossile (ROOˉ), specie radicalica che si genera durante la perossidazione lipidica e che propaga una reazione a catena che induce a una massiccia distruzione lipidica nelle membrane cellulari.  La melatonina è estremamente potente nella protezione dai danni causati dai radicali liberi indotti da anche da vari stimoli esterni. Così i danni al DNA risultanti dall’esposizione a composti chimici cancerogeni o alle radiazioni ionizzanti sono marcatamente ridotte quando la melatonina viene co-somministrata

Melatonina immunomodulatrice

L’interazione tra sistema nervoso, endocrino ed immunitario è da tempo nota, ed è parte integrante di una disciplina definita neuroimmunomodulazione. E’ accertato che il sistema immunitario e quello nervoso centrale sono legati sia anatomicamente che funzionalmente e che diverse molecole segnale e recettori sono comuni ad entrambi. L’azione immunimodulatrice della melatonina è mediata da recettori localizzati sia a livello membranario che nucleare

Si possono quindi sostanzialmente distinguere due funzioni della melatonina in relazione al sistema immunitario: un’azione antigene-dipendente, dove la melatonina produce attivazione del sistema immunitario rafforzando le funzioni dei T-helper e la produzione di citochine, e un’azione antigene-indipendente a livello ematopoietico dove mantiene un’omeostasi immunitaria.

Stabilizzante di membrana

La melatonina interviene nel controllo della neurotrasmissione a livello delle membrane neuronali del sistema nervoso, ne deriva un’azione stabilizzante dell’attività elettrica.

Melatonina per il benessere/sintesi biologica

MELATONINA: dalla sintesi al meccanismo d’azione

La biosintesi prende origine dal triptofano, che si trova abbondantemente nelle banane, datteri, arachidi, latte, ecc.

SINTESI BIOLOGICA

La biosintesi prende origine dal triptofano, amminoacido essenziale che non può formare l’organismo umano, e deve quindi essere introdotto con la dieta. Nell’alimentazione il triptofano lo si trova abbondantemente nelle banane, datteri, arachidi, latte, ecc. ecc. La trasformazione del triptofano in melatonina si svolge in punti e in tempi successivi: nella ghiandola pineale, retina, piastrine, ovaie e altri organi in funzione del ritmo giorno-notte.

In condizioni fisiologiche la melatonina è prodotta con un andamento ritmico circadiano basato su 24 ore,  caratterizzato da livelli molto bassi durante il giorno, e da un incremento notturno, in quanto l’attività del nucleo soprachiasmatico (orologio biologico che regola i ritmi circadiani) dell’ipotalamo è sincronizzata al ritmo giorno/notte dalle informazioni luminose, che le arrivano dalla retina attraverso il tratto retino-ipotalamico. Il picco di secrezione si ha a metà della notte tra le 2 e le 4 a.m. e gradualmente decade durante la seconda metà della notte. Mediamente la concentrazione plasmatica di melatonina durante il giorno è di 10 pg/ml, con un picco notturno di 70-100 pg/ml.

La concentrazione sierica varia anche a seconda dell’età. Al di sotto dei 3 mesi la secrezione di melatonina è molto scarsa; nell’infanzia aumenta e diviene circadiana con un picco notturno più alto tra 1-3 anni (325 pg/ml), dopo di che essa declina gradualmente. Nei giovani adulti le concentrazioni diurne e notturne raggiungono la media. Negli anziani si osserva un graduale decremento.